• Pagine288
  • Prezzo25.00
  • Anno2014
  • ISBN978-88-8273-150-2
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Arturo Danusso

Spiritualità e conoscenza nel lavoro dell'ingengere Scritti civili e rari

Arturo Danusso è il padre del cemento armato italiano. Colui che ne ha seguito da vicino le prime e più eclatanti applicazioni, come quella per la grande arcata di cento metri  realizzata per il Ponte del Risorgimento a Roma nel 1910. Giovanissimo, ebbe grande notorietà internazionale per le sue ricerche sull’utilizzo dell’allora nuovissimo materiale; in particolare rimane di importanza storica il suo ruolo nel definire le prime indicazioni normative per la progettazione di strutture antisismiche a seguito del terremoto di Messina del 1908.

Progettista e teorico, ha dedicato la vita all’insegnamento nelle aule del Politecnico di Milano, dove per oltre cinquant’anni ha tenuto il corso di “Meccanica delle costruzioni” nel quale si sono formate tutte le generazioni dei maggiori ingegneri italiani del Novecento.  Sempre attento a sviluppare ogni possibile rapporto tra ricerca scientifica e il mondo del lavoro e della produzione è stato fondatore della Scuola di Alta Formazione “Fratelli Pesenti” al Politecnico di Milano e, di nuovo a fianco di Italcementi, costituì nel 1951 a Bergamo l’Istituto Sperimentale Modelli e Strutture-ISMES, storica istituzione nota nel mondo di cui si rimpiange oggi la mancanza.

Nato nel 1880 e morto nel 1968 Danusso ha progettato strutture di grandi edifici tra cui alcune icone dell’architettura italiana contemporanea, come la Torre Velasca e il Grattacielo Pirelli.
La sua vicenda umana e scientifica è legata da un profondo rapporto con il percorso della maggiore industria italiana del cemento, l’Italcementi appunto, di cui si celebrano quest’anno i 150 anni di vita, molti dei quali percorsi a fianco della ricerca teorica e della lucidità sperimentale di Arturo Danusso.

Questo libro raccoglie praticamente tutti gli scritti di Arturo Danusso, saggi spesso dispersi  in pubblicazioni introvabili ed occasionali, lezioni e conferenze di fatto irreperibili, da cui emerge la forza etica e la dimensione spirituale della sua concezione scientifica: la suggestiva documentazione di una visione in cui scienza e morale si integrano nella consapevolezza che l’impegno più importante richiesto a un progettista ­­è soprattutto quello di fare bene il proprio mestiere.

A.P.