• Pagine256
  • Prezzo25.00
  • Anno2009
  • ISBN978-88-8273-104-5
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Eugenia López Reus

Ernesto Nathan Rogers continuità e contemporaneità

Nell’epoca dei cosiddetti “non luoghi”, della fine della “storia”, delle architetture di consumo prive di radici, indifferentemente esportabili a Dubai o a Milano nel nome di un dopo-modernità disinvoltamente e ripetitivamente declinato da una sorta di jet-set della progettazione al servizio delle multinazionali, giunge adesso questo libro della ispano-venezuelana Eugenia Lopez Reus che ci invita a rivisitare il pensiero del maestro dei maestri dell’architettura italiana del dopoguerra, il triestino Ernesto Nathan Rogers, tra l’altro leggendario direttore della rivista “Casabella”, che Walter Gropius avrebbe voluto suo successore sulla cattedra di Harvard e che, non senza qualche traversia, con difficoltà ne ottenne tardivamente una nel Politecnico milanese. Continuità e contemporaneità sono le categorie critiche fra le quali l’autrice colloca l’azione instancabile di Rogers, tesa a riannodare i fili del dialogo interrotto fra la recente tradizione del Movimento moderno e quella della storia, intesa evidentemente non come ripresa di motivi stilistici ma come dialogo con le preesistenze ambientali, con i centri storici delle città europee e soprattutto italiane dove aveva preso forma e consistenza la tradizione umanistica nella quale il razionalista e modernista Rogers sempre si sarebbe riconosciuto. “Inventare la memoria” è una frase dell’intellettuale triestino che commenta al meglio anche la Torre Velasca, opera paradigmatica e polemica di Rogers e dei suoi sodali dello studio BBPR, testimonianza della dissoluzione necessaria dell’architettura nella città e dunque nella sua storicità. Come avrebbe detto Pier Paolo Pasolini: “Bisogna strappare ai tradizionalisti il monopolio della tradizione”. G.C.

Eugenia López Reus (Caracas, 1961) ha sviluppato la sua attività di ricerca e di docenza presso le università spagnole di Alcalà e di Navarra, la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona e il Politecnico di Milano. Il suo rapporto privilegiato con l’Italia risale al 1988 quando vinse una borsa di studio per conto del Ministero degli Affari Esteri e del Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio”. Campo della sua ricerca è la relazione dell’architettura moderna e contemporanea con la città, il paesaggio e lo spazio pubblico. A questi temi ha dedicato numerosi articoli critici pubblicati su varie riviste. Attualmente insegna progettazione architettonica alla IE University (Segovia).

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