• Pagine176
  • Prezzo15.00
  • Anno2007
  • ISBN978-88-8273-078-9
  • Note
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Jean-Paul Sartre

La liberté cartésienne Dialogo sulla libertà

La Liberté cartésienne di Jean-Paul Sartre è uno scritto emblematico nella storia della filosofia del Novecento. Pubblicato nel 1946, subito dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, ripropone il problema del libero arbitrio a ridosso di un momento storico in cui la libertà era stata per lo più minacciata, se non addirittura soffocata, in Europa. Il saggio apparve nella collana “I classici della libertà”, fondata da un importante studioso dello “spirito borghese”, Bernard Groethuysen, allievo del filosofo Wilhelm Dilthey. Secondo il modello editoriale, cui partecipò anche lo storico Lucien Febvre, il saggio introduceva ad un autore che documentava con i suoi scritti la continuità e la trasformazione dell’ideale “classico” di libertà nella storia della coscienza europea.
La nozione di libertà che Sartre delinea, trae origine dal recupero del concetto di libertà, così come pensata da Cartesio, ossia caratterizzata dalla possibilità e dall’autonomia della scelta. Al di là dei confini confessionali, il libero arbitrio è proposto come un valore “transtorico”, “secolarizzato”, oggi si direbbe dell’uomo multiculturale. Sartre considera Cartesio come il filosofo che in un’epoca “autoritaria” pensa la libertà dei moderni. A lui fa risalire con la dottrina del cogito, la dottrina della democrazia.
Questo testo sartriano, del tutto inedito in Italia, viene qui presentato, non solo per la prima volta, ma insieme con i brani di Cartesio ai quali Sartre fa riferimento. L’edizione proposta offre così una lettura comparata di Sartre e Cartesio, quasi un dialogo virtuale tra due maestri del pensiero occidentale.


Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.