Cataloghi e Monografie d'artista

Logogrifi, totem e altre partiture

  • Pagine64
  • Prezzo18.80
  • Anno1999
  • ISBN978-88-8273-013-0
  • Note(formato cm 24 x 29)
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Logogrifi, totem e altre partiture Saggio introduttivo di Martina Corgnati

I “logogrifi” di Ezio Gribaudo sono universalmente riconosciuti tra le più interessanti acquisizioni della ricerca internazionale. E’ lo stesso artista che li definisce: “immagini ritrovate in tipografia, vecchi clichés, flani, dai quali ricavo collage costruiti con una tecnica particolare...”. Sono queste incisioni a rilievo bianco su bianco a dargli notorietà e a rappresentare il filo conduttore di una ricerca che si estende su una vasta area che va dalle impronte su carta a quelle su polistirolo.

​Ezio Gribaudo è nato a Torino nel 1929, città dove vive e lavora. Artista di multiforme attività e collezionista instancabile, Ezio Gribaudo rappresenta il feeling più completo che l’uomo può stabilire con l’arte: la sua espressione artistica spazia infatti dalla pittura alla grafica e alla scultura. Agli studi condotti presso l’Istituto di Arti Grafiche, il Liceo Artistico dell’Accademia di Brera di Milano e la Facoltà di Architettura a Torino, si aggiungono gli incontri con Picasso a Villauris nel ’51, con Henry Moore, con Chagall, Francis Bacon, Mirò, Dalì, De Chirico, determinanti per la definizione della sua maturità artistica. Ha iniziato la sua attività espositiva nel ’53 e ha ottenuto mostre personali in gallerie e musei in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti quali il Premio della Quadriennale romana nel 1965, il Primo Premio per l’incisione alla XXXIII Biennale di Venezia del 1966, il Premio Biennale San Paolo del Brasile del ’67. Sue opere si trovano nei musei e collezioni di tutto il mondo. Il suo studio, ai piedi della collina di Torino, è una palazzina da lui stesso costruita a misura della sua arte; un atelier tra i più suggestivi d’Italia, cornice ideale per lavorare ai suoi “logogrifi”.

Dame, coccarde e distintivi

  • Pagine56
  • Prezzo18.08
  • Anno1999
  • ISBN978-88-8273-008-6
  • Note
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Dame, coccarde e distintivi Enrico Baj dal 1947 al 1997

Saggio introduttivo di Roberto Sanesi

​Enrico Baj è il massimo pittore italiano contemporaneo. Protagonista dell’avanguardia internazionale degli anni Cinquanta, fu tra i fondatori del movimento Arte nucleare e del Mouvement pour une Bauhaus Imaginiste. Utilizzando con ironica fantasia tecniche inconsuete, come specchi frantumati e ricomposti, complesse costruzioni eseguite con il popolare gioco del “meccano” e, soprattutto, riproponendo con grande abilità il collage (come nella lunga e fortunata serie dei Generali e delle Dame), conduce ormai da molti anni un discorso personale e coerente di demistificazione dell’arte accademica. E’ stato tra i primi in Italia negli anni Cinquanta a recuperare la “figurazione” nella pittura contro il predominio imperante dell’astrattismo, accogliendo nelle sue opere oggetti di uso comune come bottoni, rocchetti, spazzole, distintivi, materiale da passamaneria, ecc., assemblando così opere traboccanti di ironia al limite del grottesco, per irridere e sbeffeggiare con mirabile satira politica e di costume.

Opere recenti

  • Pagine50
  • Prezzo18.08
  • Anno1998
  • ISBN978-88-8273-005-5
  • Note(formato cm 24 x 26)
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Opere recenti

Donald Sultan è internazionalmente noto come l’artista che ha rivoluzionato un soggetto antico e popolare come la natura morta. I suoi dipinti, infatti, sono rappresentazioni forti e sensuali di frutti, fiori e oggetti minimi quali palle da baseball, bottoni, uova, con una spiccata predilezione per le linee curve, le figure tondeggianti. Soggetti questi che sono proposti all’osservatore in modo essenziale ma non minimalista. Queste figure travalicano il limite che viene per tradizione loro assegnato, infatti, a differenza di quello che accade nelle nature morte di impianto classico dove fiori e frutti sono sapientemente disposti dalle mani esperte dell’uomo in complesse composizioni, con Sultan il semplice frutto, il singolo fiore acquista una dignità di soggetto primario, autonomo, libero dalla necessità di essere quello che è. Nelle opere di Sultan le figure emergono con potenza dal fondo dei quadri e delle carte, un fondo che sembra quasi far uscire dai suoi strati più nascosti la gioiosa massa del colore. Qui il limite per il soggetto è fissato solo dal bordo irregolare dell’opera o dalla cornice che sembra trattenere una massa in espansione. Il risultato è quello di dipinti che sono, paradossalmente, fortemente figurativi e astratti allo stesso tempo. Uno degli aspetti più interessanti di questo lavoro consiste nei materiali. Sultan non dipinge sulla tela ma su piastrelle viniliche per pavimenti montate su legno, queste vengono coperte da uno strato di catrame che una volta seccato viene parzialmente grattato via, riportando così in superficie alcune parti viniliche. Queste a loro volta vengono dipinte, altre volte ricoperte da uno strato di gesso e poi dipinte. I materiali sono quindi industriali, poveri, anonimi ma il risultato pittorico è unico, esplicito, vivido e di grande sensualità.

​Donald Sultan, nato nel 1951 ad Aschville nella Carolina del Nord, figlio di un commerciante con la passione per la pittura, ha studiato alla University of North Carolina e successivamente al Chicago Art Institute, confrontandosi nei primi anni della sua attività sia con le correnti più significative dell’arte americana di questo secolo come l’Espressionismo Astratto, la Pop Art e il Minimalismo, sia con i maestri del passato. Donald Sultan è internazionalmente noto come l’artista che ha rivoluzionato un soggetto antico e popolare come la natura morta. I suoi dipinti, infatti, sono rappresentazioni forti e sensuali di frutti, fiori e oggetti minimi quali palle da baseball, bottoni, uova, con una spiccata predilezione per le linee curve, le figure tondeggianti. Soggetti questi che sono proposti all’osservatore in modo essenziale ma non minimalista.

Inediti su tela e carta

  • Pagine40
  • Prezzo18.08
  • Anno1998
  • ISBN978-88-8273-001-7
  • Note(formato cm 24 x 26)
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Inediti su tela e carta

I lavori di Eric Fischl presenti in questo libro riflettono un allontanamento dalla realtà domestica e la ricerca di nuovi temi in seguito a un primo viaggio a Roma, dopo la morte del padre avvenuta nel 1995. Le circostanze solenni e tragiche di quel viaggio hanno un forte impatto sull’artista che nei monumenti dell’antichità classica ritrova un autentico senso del sacro. Ma è uno stupore transitorio: il contatto con la duplice realtà di Roma, quella eterna e divina e quella più prosaica di abitanti e turisti, risveglia il sentimento di disagio e ripropone le combinazioni inverosimili legate alla sua poetica dell’assurdo.

​L’artista ha esposto in importanti gallerie e musei fra cui ricordiamo il Whitney Museum di New York, la Kunsthalle di Basilea, lo Stedelijk Van Habbenmuseum di Eindhoven e il Walker Art Center di Minneapolis.

Eric Fischl vive e lavora a New York dove è nato nel 1948. Eric Fischl è tra i più noti, apprezzati e brillanti esponenti del nuovo “realismo” americano. Agli inizi degli anni ’70 l’artista realizza una pittura astratta per giungere poi nel 1976 al figurativo. Dipinge a partire da un assemblaggio di fotografie, immagini e ricordi. In una prima fase del suo lavoro rappresenta la tipica vita di famiglia della classe media americana, i suoi soggetti sono principalmente uomini e donne. E’ un fustigatore del puritanesimo e nel mettere in mostra le relazioni edipiche, i divieti trasgrediti, una sessualità ossessiva, rappresenta i desideri e i malesseri che ne derivano. Senza pudore, in pose provocanti, i suoi soggetti sono quasi sempre nudi. La struttura delle opere è estremamente elaborata, i colori scelti con attenzione.

Anagrams (A Pun)

  • Pagine48
  • Prezzo18.08
  • Anno1998
  • ISBN978-88-8273-000-0
  • Note
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Anagrams (A Pun) Saggio introduttivo di Gillo Dorfles

Il libro qui presentato raccoglie 17 grandi dipinti espressamente realizzati per l'apparizione di Robert Rauschenberg in Italia, dopo trent’anni di assenza, nel 1998. Questi quadri sono quindi del tutto inediti e, oltre a riflettere la profonda maturità artistica del pittore, rappresentano l’unicità e straordinarietà della mostra, della quale questo libro è una preziosa testimonianza.

​Robert Rauschenberg (Port Arthur, Texas, 1925) è fra gli artisti che nel dopoguerra hanno maggiormente sperimentato il diverso utilizzo di mezzi, materiali e tecniche, diventando il punto di raccordo fra l’astrattismo e la pop art, un’arte - quest’ultima - prettamente americana che lascia però intuire l’influenza delle esperienze europee. Durante un viaggio in Italia nei primi anni ’50 è influenzato dalla pittura leonardesca che lo porterà a ridefinire il concetto di pittura, di spazio e di composizione, una ridefinizione che sarà evidente nei combine paintings, opere in cui l’artista assembla materiali diversi uniti alla pittura. In questi lavori oggetti e segni della quotidianità acquistano valenze nuove senza perdere la loro autenticità originaria. Nel 1958 l’incontro con il celebre gallerista newyorchese Leo Castelli lo porta alla ribalta internazionale. E’ di questo periodo il celebre ciclo di illustrazioni dedicate all’Inferno di Dante. Negli anni ’60 perfeziona una tecnica che prevede il riporto serigrafico di immagini fotografiche da lui stesso realizzate; una tecnica che, con varie modifiche, usa tuttora. La consacrazione avviene nel ’64 alla Biennale di Venezia quando ottiene il gran premio per la pittura. Le opere di quegli anni hanno raggiunto sul mercato internazionale quotazioni miliardarie e sono presenti nei più importanti musei di tutto il mondo; alla fine del 1997 il Gugghenheim Museum di New York gli ha dedicato un’importante retrospettiva.