• Pagine332
  • Prezzo27.00
  • Anno2008
  • ISBN978-88-8273-087-1
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Marco Tonelli

La statua impossibile Scultura e figura nella modernità

Se confrontiamo una statua di Donatello, di Giambologna, di Bernini, di Canova, di Rodin avvertiamo un filo rosso che le unisce. Non si tratta di questioni stilistiche, ma dei presupposti che sono dietro al concetto di statua: una figura a tutto tondo che ha il compito di lasciare una testimonianza, elevare l’episodio narrativo o l’accadimento storico a fatto eroico, se non addirittura simbolico e mitologico, confidando nella possibilità di una trasmissione di lunga durata nel tempo. Se confrontiamo però alcune tipologie di statue realizzate a partire degli anni Sessanta del XX secolo, fino ad opere più recenti di artisti ormai del XXI secolo, ci si può porre la fatidica domanda: queste opere hanno soltanto l’apparenza delle statue o lo sono realmente? Bisogna infatti partire da una constatazione: se si osservano le opere degli “scultori contemporanei”, vedremo una gamma infinita di oggetti, di stoffe imbottite, di detriti, di mobili, di giocattoli, di bambole, ma niente che si colleghi vagamente alla pratica ed alla tecnica della scultura tradizionale. Tanto che viene da chiedersi se essa sia estinta o semplicemente modificata e quanto possa modificarsi un oggetto prima di perdere totalmente le sue specificità e divenire qualcosa di completamente differente. Anche un sasso o un barattolo di vernice potrebbero essere delle sculture? Si pensi infatti all’orinatoio di Duchamp o al ferro da stiro di Man Ray, che vengono ormai considerate tra le sculture più rappresentative del Novecento. È certamente difficile stabilire dei confini precisi tra ciò che può dirsi scultura e ciò che è soltanto un oggetto plastico. E’ proprio cercando di analizzare e rispondere a questi temi che l’autore, partendo dalla crisi della statuaria avviata da Rodin ad inizio del secolo scorso, passando per le più emblematiche forme di sperimentazione d’avanguardia e arrivando alle cosiddette “installazioni”dei nostri giorni, ha dato vita ad una narrazione storico-critica in cui protagoniste assolute sono la figura umana e le sue varie forme di rappresentazione. Prendendo come esempio un centinaio di opere dei più significativi scultori moderni e contemporanei, chiamando in causa numerosi altri artisti e pensatori della nostra epoca, confrontando e criticando idee e posizioni, Tonelli dimostra che la riconoscibilità apparente e la proiezione esistenziale della figura umana, simboleggiata dalla statua, rimangono ancora oggi punti nevralgici e indispensabili per capire l’uomo, le sue nevrosi, i suoi conflitti, i suoi desideri, il suo pensiero, il suo passato ed il suo stesso presente.

​Marco Tonelli insegna Sociologia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia. Ha inoltre insegnato nella Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia di Viterbo. Ha curato cataloghi di mostre e monografie di artisti moderni e contemporanei e nel 2005 è stato Commissario agli Inviti della XIV Quadriennale di Roma.

  • 24 Ottobre 2008 Corriere della Sera pdf