• Pagine232
  • Prezzo22.00
  • Anno2006
  • ISBN978-88-8273-072-7
  • NoteFinalista al Premio Viareggio 2007
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Stefano Agosti

Il testo visivo Forme e invenzioni della realtà, da Cézanne a Morandi a Klee

In uno dei suoi aforismi Georg Christoph Lichtenberg afferma che allo specialista spesso sfugge il meglio. Quasi a ricordare che le cose vanno osservate dall’esterno e che solo un esercizio siffatto consente di cogliere contorni e sostanza delle cose. Francesista e teorico della letteratura insigne, Stefano Agosti, da sempre alle prese con i meccanismi della poesia (Petrarca, Mallarmé, Zanzotto), ma anche costantemente attratto da quelli della figurazione, consegna a questo libro le sue splendide pagine dedicate all’arte, talvolta inedite o scritte ad hoc e conferma che pure l’esercizio critico rivolto al dominio del visivo pertiene e appartiene integralmente all’homme de lettres, all’intellettuale e non al “tecnico”, come ci hanno insegnato maestri sommi quali Ruskin e Baudelaire. E come, in generale vuole una tradizione eminentemente francese. Poiché altra cosa è la cura del “patrimonio”. Essendo prevalentemente ma non esclusivamente dedito alla critica testuale, Agosti assume l’opera d’arte come testo e ne decifra il senso attraverso i segni, ne svela le potenzialità, ne configura regole e funzioni. Lo fa con l’intelligenza e la finezza di chi è solito cimentarsi con l’ordine del discorso. I capitoli che formano il libro sono collegati attraverso una fitta rete di riferimenti letterari e culturali e mirano a proporre l’idea di un’esperienza dell’arte visiva tutta raccolta intorno ad uno spiccato rapporto di prossimità tra il Soggetto e l’opera contemplata. Tale rapporto, sostanzialmente fondato sulle capacità del Soggetto – mentali, percettive e tecniche – di penetrare nei singoli universi espressivi sottoposti alla sua attenzione, appare teso a circoscrivere le caratteristiche formali attraverso le quali si a articolano le diverse visioni del mondo, esterno o interno, di cui le opere prese in esame sono depositarie: quelle di Cézanne e di Monet, di Matisse e di Klee, di Morandi e di Licini, di Hopper e di Sergio Romiti, di Giacometti e di Arnaldo Pomodoro. Aprono e chiudono il volume due suggestivi omaggi a Borges ed a Leopardi, testimonianza di un possibile Agosti scrittore d’invenzione.

​Stefano Agosti, già professore ordinario di lingua e letteratura francese ed ora professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha dedicato parte sostanziale della sua ricerca e del suo lavoro alla teoria e all’analisi del testo letterario e soprattutto poetico. Autore di numerosissimi libri ha curato, fra l’altro, le edizioni di opere di Flaubert, Valery, Saint-John Perse, René Char, A. J. Greimas, J. Derrida, A. Zanzotto. Per i suoi meriti nei confronti della civiltà e della cultura francese, il Presidente Chirac lo ha insignito dell’onoreficenza di Chevalier de la Légion d’Honneur.

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