Sartriana

Tortura, diritto e libertà

  • Pagine196
  • Prezzo22.00
  • Anno2018
  • ISBN978-88-8273-169-4
  • NotePresentazione a cura di Michel Kail con i seguenti interventi: Prof. Giacomo Marramao, Prof. Michel Kail e Prof.essa Gabriella Farina (direttrice della Collana Sartriana). Il giorno Martedì 4 Dicembre, ore 17, Sala conferenze Fondazione Basso, Fondazione Lelio e Lisli Basso, Via della Dogana Vecchia, 5 – Roma Tel. 06 6879953 – basso@fondazionebasso.it – www.fondazionebasso.it
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Tortura, diritto e libertà

Di straordinaria attualità, le riflessioni politiche di Sartre raccolte in questo volume, a cura di Michel Kail, ripercorrono, in momenti storici differenti, le analisi e le lucide considerazioni sulla Tortura, il Diritto e la Libertà, del tutto inediti al pubblico italiano. I primi studi sul Diritto risalgono al 1927 dedicati al rapporto tra sovranità dello Stato e diritto naturale degli individui ed all’amara costatazione dei perpetui conflitti tra diritti individuali e diritti collettivi. Il diritto non è il frutto della libertà individuale, né del costume, bensì è un’esperienza dialettica che assicura alla collettività la sua coesione. Ma quando la collettività s’istituzionalizza in società, non è escluso pensare che lo Stato possa anche assumere prerogative basate sul Terrore e sulla Violenza. A partire dal 1947-48 le riflessioni di Sartre si rivolgono ai crimini di guerra ed alla funzione del Tribunale Russell e di quello di Norimberga convocati per discutere sui temi della tortura e del genocidio. É ipotizzabile la creazione di un Tribunale tanto rivoluzionario da essere capace di garantire alle esigenze etiche delle masse una dimensione giuridica? Nel 1972 Sartre tiene una Conferenza a Bruxelles sul rapporto fondamentale tra la Giustizia e lo Stato. Sartre pone due questioni di rilievo, ancora oggi al centro del dibattito politico: può esserci libertà se il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo e dall’esecutivo? Ed altra questione: la Giustizia deriva dallo Stato o dal popolo? Le analisi di Sartre, data la complessità dei temi affrontati, sono costellate da ripensamenti, revisioni, paradossi e contraddizioni derivanti, anche e soprattutto, dalla dialettica della storia che trasforma ogni concetto nel suo contrario in una tensione sempre aperta a nuovi sviluppi. Sartre ancora una volta ci sorprende lasciandoci degli scritti profetici che aiutano a comprendere con più consapevolezza l’epoca tumultuosa che stiamo vivendo, sempre più turbata da tensioni e conflitti mondiali, che corrono il rischio di innescare dittature e massacri. 

G. F.

 

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro  al cinema, dal giornalismo alla politica. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò

Marxismo e soggettività

  • Pagine164
  • Prezzo16.00
  • Anno2015
  • ISBN978-88-8273-153-3
  • Note
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Marxismo e soggettività La conferenza di Roma del 1961 con ampio resoconto del dibattito che ne seguì

Nel dicembre del 1961 Sartre fu invitato a tenere una conferenza all’Istituto Gramsci di Roma, sul tema “soggettività e marxismo”. Presentò le sue ultime riflessioni sulla necessità di rinnovamento del marxismo dall’interno, suscitando così un dibattito di eccezionale vivacità, cui presero parte alcune tra le figure di intellettuali più in vista vicini al PCI (Della Volpe, Colletti, Lombardo-Radice, Luporini, Paci, Valentini, Semerari e altri). Sartre mostrò come l’analisi della soggettività fosse indispensabile per comprendere i fenomeni sociali. Attraverso la presentazione di casi singoli – l’operaio antisemita, l’amore in Stendhal, l’anarco-sindacalismo – delineò un’idea di soggettività come “universale singolare”, prodotto della storia e contemporaneamente invenzione di possibilità. La conferenza presenta uno straordinario spaccato del pensiero di uno dei più grandi autori del Novecento e un’introduzione alle tesi di una delle sue opere filosofiche più complesse: la Critica della ragione dialettica. Che cosa sarebbe successo se le posizioni di Sartre avessero fatto breccia nella cultura politica ufficiale del PCI dell’epoca? Un pensiero che poneva radicalmente la questione di che cosa sia la soggettività in una prospettiva marxista quali effetti etici e politici avrebbe potuto produrre? Quali progressi avrebbero potuto segnare la teoria marxista se si fosse posto al centro del dibattito il problema etico, come Sartre andava affermando? Queste domande, rimaste tuttora aperte, rappresentano ancor oggi la posta in gioco più rilevante della conferenza di Sartre e del dibattito che ne seguì.

 

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l'esponente più rappresentativo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha sempre attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

 

 

Bariona o il figlio del tuono

  • Pagine118
  • Prezzo14.50
  • Anno2003
  • ISBN978-88-8273-049-9
  • Note
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Bariona o il figlio del tuono Racconto di Natale per cristiani e non credenti

Bariona è un originalissimo racconto scritto da Sartre nel Natale del 1944 per i suoi compagni di prigionia nel campo Treviri. Sartre ebbe modo allora di conversare a lungo con i preti detenuti, discutendo in fraterna sincerità di fede e teologia. E’ forse alla luce di questa nuova esperienza che Sartre scrisse un testo teatrale sul mistero del Natale. Lo compose in sei settimane, scelse gli attori, assistette a tutte le prove, creò la messa in scena ed i costumi e lui stesso. Vi partecipò come attore nella parte del Re Magio Baldassarre.
Il racconto ruota intorno alla figura di Bariona (dal curioso soprannome di “figlio del tuono”), capo di un villaggio vicino a Betlemme. La storia è ambientata nell’epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. Alla visione di Gesù Bambino Bariona abbandona ogni diffidenza verso il Messia e si impegna nella realizzazione del progetto di liberazione del suo popolo.
Il racconto si offre al lettore come l’immagine di un’esperienza religiosa e raggiunge il suo apice nella descrizione, poetica e pittorica nello stesso tempo, del rapporto di intimità che lega la Madonna al Bambino. Questo testo era dettato anche dall’esigenza di creare aggregazione e solidarietà tra prigionieri credenti e non credenti e, nella chiara allusione alla Francia occupata dai Tedeschi, per sollecitare la resistenza dei suoi compagni di prigionia contro gli invasori.
Progetto, questo, assolutamente nuovo e singolare per Sartre, notoriamente riconosciuto come l’esponente di un esistenzialismo ateo; lui stesso non ha esitato a dichiarare di aver avuto sempre un rapporto difficile ed impossibile con Dio. Oggi, la lettura di quest’opera, offre l’occasione di ripensare l’ateismo di Sartre e la sua filosofia dell’esistenza.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

La trascendenza dell'Ego

  • Pagine100
  • Prezzo12.00
  • Anno2011
  • ISBN978-8273-130-4
  • Note
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La trascendenza dell'Ego

Scritto al suo rientro dal viaggio in Germania, dove aveva studiato la fenomenologia di Husserl, La trascendenza dell’Ego è il saggio che segna l’esordio filosofico di Jean-Paul Sartre. Questo scritto è di un’importanza fondamentale: non solo contiene in nuce tutti i temi del futuro esistenzialismo sartriano, ma costituisce una pietra miliare nella storia del pensiero filosofico del Novecento. Sartre vi critica il residuo idealistico presente nella filosofia del maestro. Rivolge un attacco definitivo alla nozione di Io e a tutta la mitologia dell’“interiorità”, così cara ad una certa cultura francese del tempo. L’Io è in realtà una “cosa” come le altre “cose” del mondo. Esiste fuori dalla coscienza, come l’albero e la casa. Non coincide con la coscienza ma rappresenta un punto di opacità nella coscienza, la quale, in prima battuta, è rigorosamente impersonale. Purificare la coscienza dall’Io è, per Sartre, l’operazione fondamentale per la creazione di un nuovo materialismo che sia all’altezza dei tempi. Gilles Deleuze farà di queste pagine il fondamento del proprio pensiero e Jacques Lacan le utilizzerà per ripensare lo statuto del discorso psicoanalitico e la nozione freudiana di inconscio.
Per i nuovi orientamenti materialistici, che caratterizzano il più vitale pensiero filosofico del terzo millennio, questo testo di Sartre è un’opera che apre un nuovo e ancora inesplorato orizzonte del pensiero. La cura del testo è di Rocco Ronchi, che, nel saggio introduttivo, ne mette in luce la dirompente attualità e si chiede che cosa possa voler dire oggi fare filosofia speculativa.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

Una strana amicizia

  • Pagine128
  • Prezzo12.00
  • Anno2010
  • ISBN978-88-8273-110-6
  • Note
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Una strana amicizia

Apparso per la prima volta nel 1949 e del tutto inedito in Italia, Una strana amicizia è ambientato in un campo di prigionia tedesco, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista, Brunet, è un militante del Partito comunista francese che nel campo cerca di tenere uniti i compagni e di sensibilizzare le coscienze di tutti gli internati per convincerli a continuare la lotta contro il nazismo. Ma un giorno scopre che il suo braccio destro, Schneider, non è la persona che credeva e in più che l’Unione Sovietica ha da poco firmato un patto con la Germania di Hitler…
In questo romanzo Sartre mescola la personale esperienza del campo di prigionia e le violente discussioni che animavano il dibattito politico dell’epoca con qualcosa che forse gli sta ancora più a cuore: l’amicizia con Paul Nizan, intellettuale e politico comunista che aveva polemicamente abbandonato il Partito a seguito del patto Molotov-Ribbentrop ed era andato volontario in guerra, morendo nel maggio del 1940.
Ad anni di distanza, il bisogno di Sartre è quello di tornare a fare i conti con un amico intimo dal quale si era allontanato, anche per dissidi politici, ma di cui ora condivide l’“impegno”. Con Una strana amicizia tenta così di ritrovare insieme il suo amico Nizan e il se stesso di un tempo, in ugual misura presenti nei due protagonisti del romanzo, Brunet e Schneider. Si tratta di un’operazione in cui la letteratura diventa parte dell’esistenza e assurge a luogo in cui accade ciò che non è stato, e si scrive ciò che non si è potuto dire.
Il Sartre filosofo si fonde col romanziere e il memorialista, fornendo al lettore la testimonianza di verità intima e a tratti struggente che costituisce uno dei momenti cruciali nello sviluppo del suo pensiero filosofico e del suo percorso etico.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

Orfeo nero

  • Pagine84
  • Prezzo10.00
  • Anno2009
  • ISBN978-88-8273-102-1
  • Note
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Orfeo nero Una lettura poetica della negritudine

Orfeo nero è un saggio di straordinaria efficacia lirica, e forse il meno conosciuto dal pubblico italiano, scritto da Sartre nel 1948 come introduzione all’Antologia della nuova poesia negra e malgascia di lingua francese curata dal celebre poeta senegalese Léopold Senghor, premio Nobel per la letteratura nel 1968.
Sensibile al fascino di queste poesie dei neri francofoni, alle loro grida accorate contro l’inumana e gratuita sofferenza, al loro doversi esprimere nella lingua del colonizzatore per poter comunicare il loro diritto di esistere come neri, Sartre è stato uno dei pochi intellettuali dell’epoca ad avere avuto il coraggio di condannare le politiche espansionistiche delle grandi potenze del secondo dopoguerra.
Il tema centrale di questo saggio sartriano è la “negritudine”, che trasforma queste pagine in un programma sociale, politico e filosofico. La negritudine è colta da Sartre come “nudità senza colore”, come particolare atteggiamento affettivo nei confronti del mondo e al contempo come rimorso e speranza dell’intera cultura occidentale.
Sartre reclama in questo saggio un rinnovamento del linguaggio filosofico e designa l’essenza della creazione poetica come scacco e distruzione della prosa: poesia straordinaria, come gli effetti travolgenti che escono dalle mani dei poeti africani.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

Pensare l'arte

  • Pagine216
  • Prezzo22.00
  • Anno2008
  • ISBN978-88-8273-091-8
  • Note
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Pensare l'arte

Pensare l’arte come museo immaginario delle opere più amate e frequentate da Jean-Paul Sartre: dagli americani Hare e Calder, agli artisti da lui scoperti, come Wols, fino a Giacometti, Masson, Lapoujade e Rebeyrolle, ai quali era legato da profonda amicizia. Testimoni di questi rapporti restano i saggi raccolti nel presente volume, che offrono materiale indispensabile per ripercorrere le riflessioni di Sartre sull’arte figurativa, dai Mobiles di Calder, 1946, fino ai quadri di Rebeyrolle, 1970; essi inoltre sono rivelatori della sua familiarità con le opere dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche: Picasso, Breton e il Surrealismo, senza dimenticare Klee e Van Gogh.
Un percorso entusiasmante attorno agli avvenimenti che animano l’arte moderna. Sartre intuisce, senza indugi, la direzione in cui si sta verificando un proficuo rinnovamento artistico, significativo sia dei suoi interessi estetici, sia della stagione culturale che il filosofo sta vivendo da acuto testimone del suo tempo. Attivamente presente e partecipe al dibattito sulle arti figurative – surrealismo, realismo, astrattismo – Sartre ne promuove le poetiche sulla rivista Les Temps Modernes.
Come suggerisce Michel Sicard, nell’introduzione, il costante riferimento a temi quali spazio, tempo e movimento, bellezza o modernità, rivelano le coordinate di un’estetica, mai scritta da Sartre. Questo volume raccoglie per la prima volta, tutti insieme e in versione integrale, i lavori di Sartre sull’arte contemporanea, mai pubblicati così finora neanche in Francia. Ed è questo il grande merito del libro.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

Novelle e racconti

  • Pagine416
  • Prezzo29.00
  • Anno2007
  • ISBN978-88-8273-080-2
  • Note
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Novelle e racconti Pensieri e progetti dagli Écrits de Jeunesse

La Christian Marinotti Edizioni si fa promotrice di una nuova iniziativa di grande interesse per gli studiosi e per gli appassionati lettori di Jean-Paul Sartre. Si tratta della pubblicazione dei testi letterari giovanili del noto filosofo francese, elaborati negli anni 1922-1927, e per la prima volta tradotti in italiano.
Romanzi, novelle, un quaderno di pensieri e citazioni, scritti ironici ed autoderisori, offrono un ritratto di Sartre poco noto, ma di estremo interesse per comprendere il suo percorso intellettuale davvero singolare, ove il pensiero si intreccia con i ricordi biografici e la storia di una vita.
Vi si annuncia un programma che Sartre inizia a delineare, ma che solo le opere della maturità consentono di svelare.
E’ a partire da questi primi lavori che l’autore comincia a scoprirsi, ad assaporare il senso di esistere in prima persona come intellettuale ambizioso, timido e nello stesso tempo brutale, solitario senza indulgere alla tristezza, capace di sedurre il lettore con il suo entusiasmo, il suo ingenuo ottimismo ed intelligenza creatrice.
La lettura di questi scritti offre l’occasione di ripercorrere nel suo divenire tutto l’itinerario della sua vasta produzione, itinerario complesso e, per molti versi, ancora inesplorato.

 

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

La liberté cartésienne

  • Pagine176
  • Prezzo15.00
  • Anno2007
  • ISBN978-88-8273-078-9
  • Note
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La liberté cartésienne Dialogo sulla libertà

La Liberté cartésienne di Jean-Paul Sartre è uno scritto emblematico nella storia della filosofia del Novecento. Pubblicato nel 1946, subito dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, ripropone il problema del libero arbitrio a ridosso di un momento storico in cui la libertà era stata per lo più minacciata, se non addirittura soffocata, in Europa. Il saggio apparve nella collana “I classici della libertà”, fondata da un importante studioso dello “spirito borghese”, Bernard Groethuysen, allievo del filosofo Wilhelm Dilthey. Secondo il modello editoriale, cui partecipò anche lo storico Lucien Febvre, il saggio introduceva ad un autore che documentava con i suoi scritti la continuità e la trasformazione dell’ideale “classico” di libertà nella storia della coscienza europea.
La nozione di libertà che Sartre delinea, trae origine dal recupero del concetto di libertà, così come pensata da Cartesio, ossia caratterizzata dalla possibilità e dall’autonomia della scelta. Al di là dei confini confessionali, il libero arbitrio è proposto come un valore “transtorico”, “secolarizzato”, oggi si direbbe dell’uomo multiculturale. Sartre considera Cartesio come il filosofo che in un’epoca “autoritaria” pensa la libertà dei moderni. A lui fa risalire con la dottrina del cogito, la dottrina della democrazia.
Questo testo sartriano, del tutto inedito in Italia, viene qui presentato, non solo per la prima volta, ma insieme con i brani di Cartesio ai quali Sartre fa riferimento. L’edizione proposta offre così una lettura comparata di Sartre e Cartesio, quasi un dialogo virtuale tra due maestri del pensiero occidentale.


Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.

L'intelligibilità delle Storia

  • Pagine584
  • Prezzo30.00
  • Anno2006
  • ISBN978-88-8273-068-0
  • Note
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L'intelligibilità delle Storia Critica della Ragione dialettica - Tomo II

Quest’opera, redatta tra gli anni 1958 - 1962 e rimasta incompiuta, costituisce il secondo tomo della Critica della Ragione dialettica. Il testo, interamente dedicato alla intelligibilità della Storia, teatro delle relazioni conflittuali intersoggettive e luogo del divenire dell’uomo, si rivela come uno tra i libri più suggestivi della filosofia di fine Millennio.
Le analisi sartriane offrono l’occasione di riflettere sulla condizione del vivere e sul progressivo cammino dell’esperienza critica, indispensabile alla costituzione di una società libera ed autonoma. Sartre pone sul tappeto un nodo cruciale dei nostri tempi: il “sociale” non è e non può essere sottoposto al “politico” e la Storia è il terreno su cui si gioca questo conflitto.
E’ nella lotta ed a causa di essa che gli uomini vivono la penuria, nel movimento stesso che tende ad oltrepassarla. L’esperienza critica, cui Sartre si appella, potrebbe essere la via per rintracciare l’intelligibilità diacronica delle trasformazioni storiche e il difficile rapporto tra la singolarità della praxis e l’oggettività della Storia.
Infine, e non meno importante nel giudizio complessivo di questo testo, è soprattutto l’immagine di se stesso che Sartre dona al lettore; l’immagine di un uomo sofferente, drammaticamente coinvolto in prima persona in tutti gli avvenimenti della storia concreta, o delle infinite storie che contraddistinguono l’avventura umana; l’immagine di un Sartre che non cessa mai di osservare il mondo, che cerca di comprenderlo, ma che sa benissimo di non riuscire nell’intento, poiché troppo coinvolto nella situazione avvolgente di un “racconto” infinito, dialetticamente contraddittorio e sempre sfuggente.

 

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Tra le sue maggiori opere ricordiamo, per la filosofia, L’essere e il nulla e la Critica della ragione dialettica e per la narrativa, fra tante, La nausea. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.