• Pagine160
  • Prezzo20.00
  • Anno2026
  • ISBN978-88-8273-147-2
  • NoteCollana Sartriana 19
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Jean-Paul Sartre

La mia musica. Jazz, decafonica, classica

Jean-Paul Sartre apparteneva a una famiglia di musicisti. Il nonno e la nonna suonavano il piano e anche la madre suonava e soprattutto cantava benissimo; per non parlare del cugino, Albert Schweitzer, grande e noto esecutore di musica per organo. Egli stesso suonava il piano, eseguendo musiche di Mendelssohn, Beethoven, Schumann e più tardi Chopin e Mozart.
Da giovanissimo, tra il 1922 e il 1923, all'Olimpia di Parigi ascolta le prime musiche jazz. Le avverte come musiche non da ballare, ma da ascoltare, con la stessa attenzione con cui si ascolta Schoenberg. Gli sembra che quei ritmi "rappresentino bene il nostro tempo", essendo anche "simboli dell'internazionalismo". L'amore per il jazz sarà sempre una costante nella vita di Sartre e durante il primo viaggio negli Stati Uniti si accorge che il jazz americano è tutt'altra casa rispetto a quello ascoltato a Parigi. Non trascurava però neppure la musica leggera: nel 1946 regala a Juliette Greco, ventenne, la celebre canzone Rue des Blancs Manteaux, di cui scrisse parole e musica. Ma la sua vera passione rimarrà la musica "seria", accompagnata da una forte "curiosità" per la musica atonale e dodecafonica.
La musica, come tutte le altre forme dell'attività creatrice, esprime per Sartre la cifra fondamentale dell'uomo: il suo essere libertà. Pur costretta al rispetto delle regole dell'armonia, la musica reca in sé il principio della trascendenza, del superamento del dato e del conosciuto. Si presta ad essere veicolo di una nuova idea, di una diversa visione del mondo. Diventa espressione di cultura vera. L’analisi e le osservazioni critiche di Sartre sulla musica aiutano a meglio comprendere la struttura unitaria del suo pensiero, il suo irradiarsi in ogni settore della creatività umana, in ogni forma espressiva dello spirito, come ben testimoniano i titoli della collana Sartriana della Marinotti Edizioni.
 
 

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è forse l’esponente più rappresentativo dell’esistenzialismo ed uno degli intellettuali francesi contemporanei più noti nel mondo. Versatile e poliedrico, la sua attività ha attraversato vasti campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla politica. Nel 1964 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, che rifiutò.